Posizione dei Copernicani sul futuro dell’Internet Governance in Italia

Giovedì, 7 Febbraio, 2019
Autori: 
Copernicani

 

Posizione dei Copernicani sul futuro della Internet Governance in Italia

In Italia, sia la gestione nazionale del governo della rete che la partecipazione nazionale ai processi internazionali sono ad un livello di sviluppo molto inferiore rispetto ad altre nazioni, spesso legate ad iniziative personali ed estemporanee di singole persone e singole entità, invece che a un processo strutturato e sistematico.

Per questi motivi riteniamo utile pubblicare la nostra posizione sul futuro della Internet Governance in Italia.

La Internet Governance

Internet è una piattaforma fondamentale per l’innovazione; per questo è importante garantire la sua libertà, orientando il suo sviluppo tecnico in una direzione che garantisca integrazione globale, libertà di mercato ed equa concorrenza, difesa dei diritti delle persone, e in generale opportunità culturali, economiche, sociali per tutti gli italiani.

Per questo scopo, sin dagli anni ’80 si sono progressivamente sviluppate istituzioni globali di vario genere, inizialmente di standardizzazione tecnica (IETF), poi di gestione delle policy sulle risorse (ICANN), infine di discussione generale sul futuro della rete (IGF). Nell’ambito di questo processo, è stato sviluppato e generalmente accolto come fondamentale il cosiddetto “modello multi-stakeholder”, che realizza il governo dello sviluppo della rete, delle tecnologie, dei servizi e dei mercati ad essa collegati tramite la collaborazione, ognuno nel suo ruolo, di diversi stakeholder, normalmente codificati in quattro categorie o “constituency”:

  1. governi ed enti pubblici;
  2. settore privato;
  3. società civile e utenti individuali;
  4. accademia e comunità tecnica.

La storia recente in italia

In Italia, sia la gestione nazionale del governo della rete che la partecipazione nazionale ai processi internazionali sono ad un livello di sviluppo molto inferiore rispetto ad altre nazioni, spesso legate ad iniziative personali ed estemporanee di singole persone e singole entità, invece che a un processo strutturato e sistematico. Tra queste iniziative ricadono sia i comitati consultivi istituiti da diversi governi, specialmente tra il 2004 e il 2008, e le successive occasioni di consultazione della comunità negli anni recenti, sia la (molto ridotta) presenza di italiani negli organismi direttivi degli enti internazionali, sia le passate esperienze di organizzazione del massimo forum nazionale sul tema, l’IGF Italia.

Verso un Organismo per la Internet Governance

Riteniamo dunque che sia opportuno provvedere tempestivamente alla creazione in Italia di un organismo stabile che promuova e coordini la partecipazione alla governance di Internet.
Tale organismo, ricalcando le migliori pratiche già ampiamente in uso a livello internazionale, dovrebbe avere le seguenti caratteristiche:

  1. Trasparenza. L’organismo deve essere costituito e annunciato pubblicamente e deve disporre di un sito Web su cui siano reperibili le informazioni sulla sua composizione e sulle sue attività, basando tali attività sul principio che, a meno che non sussistano specifiche esigenze di confidenzialità, tutto deve essere pubblico e facilmente accessibile.
  2. Stabilità. L’organismo deve avere un respiro di lungo periodo, rimanendo indipendente dall’impegno dei singoli individui e dalle dinamiche dei singoli governi. Esso deve essere dotato di una segreteria e di un minimo di risorse per finanziare le proprie attività, ivi compresa l’organizzazione degli eventi e il supporto economico alla partecipazione italiana agli organismi globali. Tali risorse, analogamente a quanto già fatto in altri Paesi, potrebbero essere ottenute dai proventi della registrazione dei nomi a dominio nel TLD nazionale .it; già oggi il Registro italiano genera ogni anno un surplus di qualche milione di euro, che deve essere reinvestito a vantaggio della comunità Internet italiana, e una piccola parte di esso sarebbe più che sufficiente.
  3. Indipendenza. L’organismo deve essere indipendente dalle singole constituency e dagli interessi dei singoli partecipanti, e deve essere libero dal controllo diretto della politica; la selezione dei suoi componenti, almeno a regime, deve avvenire dal basso all’interno delle constituency; i componenti partecipano a titolo volontario e non retribuito, salvo eventualmente i rimborsi delle spese di viaggio, e agiscono comunque nell’interesse nazionale e non in quello della loro constituency o della loro affiliazione.
  4. Rappresentatività. L’organismo deve promuovere la partecipazione più ampia possibile da parte di tutti gli attori e gli utenti della rete in Italia, e deve a sua volta, ovunque possibile, utilizzare il meccanismo della consultazione pubblica per sviluppare le proprie posizioni. In futuro, l’organismo potrà anche sperimentare forme di partecipazione diretta dei membri delle constituency e degli utenti Internet italiani, sia nella scelta di una parte dei componenti che nell’elaborazione delle posizioni, tramite forme di consultazione elettronica.

Il mandato di questo organismo deve comprendere l’organizzazione dell’IGF Italia e il coordinamento della partecipazione nazionale agli organismi internazionali tramite la preparazione e la presentazione di posizioni nazionali italiane, pur nella libertà di ognuno di portare comunque avanti le proprie idee nella propria singola capacità. Esso deve inoltre assicurare un supporto consultivo al governo, al Parlamento ed alle altre istituzioni pubbliche nazionali (e, per quanto riguarda una posizione italiana, europee) qualora abbiano intenzione di intervenire normativamente sulla rete Internet e sulle attività sociali ed economiche che si svolgono su di essa. Esso potrà inoltre, se disporrà delle risorse necessarie, occuparsi più in generale di promozione della rete in Italia e di educazione sulle tematiche ad essa connesse.

Come procedere

Operativamente, proponiamo di creare sin dall’anno in corso una prima versione sperimentale di questo organismo, secondo il seguente modello:

  • La prima versione sarà composta di 16 persone, quattro per ciascuna constituency. Provvisoriamente, si propone che le 16 persone vengano selezionate e nominate dal MISE, scegliendole tra le autocandidature pervenute a seguito di un annuncio pubblico, similmente a quanto recentemente fatto per i gruppi di esperti su blockchain e intelligenza artificiale, e privilegiando le persone che abbiano già specifica esperienza sul tema, possano essere particolarmente rappresentative di certe parti della comunità, e/o, pur appartenendo a una specifica constituency, possano fornire un punto di vista “multi-stakeholder” il più vicino possibile all’interesse generale;
  • I 16 nominati si doteranno di un regolamento, sceglieranno al proprio interno il presidente e le altre eventuali cariche ritenute necessarie, e, in parallelo alle altre attività (organizzazione di IGF Italia 2019, partecipazione all’IGF globale, eventuali interazioni su provvedimenti normativi in discussione), provvederanno a sviluppare entro la fine del 2019 una proposta per uno Statuto definitivo dell’organismo e per i futuri processi di selezione dei componenti, da sottoporre poi a consultazione pubblica.