IGF Italia 2009: la parola a Laura Abba

Domenica, 18 Ottobre, 2009
Intervista
Autori: 
Elis Helena Viettone

Nell'ambito dell'Internet Governace Forum, svoltosi a Pisa dal 5 al 7 ottobre 2009 presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche (vedi l'articolo “Dall'IGF di Pisa a Sharm-el-Sheik: il contributo italiano”) Vita di Donna ha incontrato Laura Abba, dirigente tecnologo del CNR e tra i promotori e organizzatori dell'iniziativa.

Una delle figure di spicco della ricerca italiana in merito ad internet, la dottoressa Abba, matematico specializzata in Calcolo Automatico e uno dei pilastri del CNR, ha accettato di rispondere alle nostre domande in una interessante e articolata intervista.

Si è concluso il Forum sulla Governance in internet: che contributo darà l'Italia al discorso mondiale in materia? Sono state sollevate nuove questioni da portare a Sharm-el-Sheik al prossimo IGF?

«“E' un risultato importante che va incoraggiato - ha dichiarato al termine del IGF Italia 2009 di Pisa, il Ministro della PA e Innovazione Renato Brunetta - perché è solo da un confronto sereno, con voci che rappresentano diverse realtà, che potranno emergere opinioni condivise, preziose anche per continuare a contribuire positivamente, come Paese, al dialogo globale, dalla prossima riunione dell'IGF delle Nazioni Unite che si terrà a novembre in Egitto”.

La nascita dell'Internet Governance Forum (IGF) globale ha inaugurato una nuova era di dialogo universale fondata su un processo che prevede la partecipazione di tutti gli attori della rete in modo paritario, per dialogare ed individuare soluzioni condivise sui problemi inerenti la rete Internet e il nuovo modus operandi della Società dell'Informazione. Organizzare un IGF locale è di importanza strategica per un paese: è il luogo ove si ha la possibilità per i governi di comprendere la natura stessa della rete Internet, interagire con l'esigenze della società civile e creare partnership con il settore privato a favore dello sviluppo di un Internet sana e robusta, e della diffusione della cultura della Rete a livello locale.

Ed è proprio in questa ottica che il CNR ha organizzato l'evento IGF Italia 2009 con la finalità di sensibilizzare gli utenti della Rete italiana alle problematiche della Internet Governance e di stimolare la loro partecipazione a livello internazionale. L'evento globale di Sharm-el-Sheik del prossimo novembre coprirà molte importanti tematiche quali la sicurezza, la salvaguardia dei minori in rete, la diffusione della banda larga, il multilinguismo, come pure la gestione delle risorse critiche di Internet e molti altri argomenti vitali per il futuro del cyberspazio. Durante i tre giorni di lavoro a Pisa abbiamo potuto confrontarci su molti di questi temi che verranno affrontati globalmente. Per gli interessati ad approfondire, sul sito www.igf-italia.it è disponibile tutta la documentazione.Gli interventi che abbiamo ascoltato testimoniano, ancora una volta, quanto non esistano delle tematiche che possono essere considerate di minore importanza rispetto ad altre ed ancora che i temi della governance di Internet richiedono un lavoro e un'attenzione costanti. Per questo ci auguriamo tutti che l'impegno dimostrato nelle giornate dei lavori continui con la stessa intensità a novembre in Egitto, al fine di rafforzare e sostanziare il processo dell'IGF».

Che significato ha per Pisa, e in particolare per il CNR, l'aver ospitato questo importante forum a distanza di 23 anni dalla prima trasmissione italiana di internet dalla stessa città, al quale contribuì quel grande pensatore, il Professor Biorci, ricordato anche al forum?

«In Italia, il CNR grazie anche all'entusiasmo del Professor Giuseppe Biorci, è stato sin dagli inizi (fine anni '70) promotore della ricerca e della sperimentazione nel settore dell'Internet. Nello stesso 1988, il CNR insieme ad altre istituzioni scientifiche ha promosso e fatto circolare in Italia il protocollo TCP/IP; successivamente si è qualificato come uno dei fondatori della Internet Society (ISOC).

Oggi, in perfetta sintonia con le strategie del Dipartimento ICT del CNR e con le attività del Settimo Programma Quadro dell'Unione Europea, l'Istituto IIT di Pisa è proiettato naturalmente e concretamente verso l'Internet del Futuro, sia dal punto di vista modellistico-algoritmico che tecnologico-applicativo. L'Istituto ha infatti al suo interno consolidate competenze in settori di ricerca e sviluppo, quali "Internet delle cose" e "Internet dei servizi", che spaziano dalle reti telematiche ad altissima velocità, alla sicurezza e privacy, alle tecnologie innovative per il Web, e che includono anche nuove tematiche relative alla governance dell'Internet del Futuro.

Il modello di sviluppo della Rete pone oggi questioni che offrono enormi potenzialità di studio. Ed è per questa ragione che lo IIT ha recentemente intrapreso un percorso per promuovere in Italia la Internet governance come nuova materia interdisciplinare di ricerca. I confronti avuti durante le tre giornate di lavoro del Forum ci permetteranno di valutare la possibilità di attivare progetti che studino le questioni di ordine tecnico, giuridico ed etico, che sono percepite come problema per l'affermazione di Internet come servizio universale. Le macro aree di ricerca interdisciplinare del CNR coinvolte sono: scienze e tecnologie della comunicazione e dell'informazione, scienze giuridiche e socio-economiche.

Lo studio della governance dell'Internet del futuro consentirà di formare i primi esperti specializzati nei modelli di gestione della Rete e capaci di impostare le linee di sviluppo tecnico, i modelli di business, le regolamentazioni necessarie per assicurare la sicurezza, la stabilità della infrastruttura e per superare i problemi sociali connessi agli utilizzi non appropriati della Rete».

Ci sono stati problemi per aver chiesto ai politici presenti, rappresentanti l'attuale Governo, di esprimere il punto di vista ufficiale del Governo?

«Nel dicembre 1999, a seguito della costituzione di ICANN, l'allora Presidente del Consiglio, Massimo D'Alema, istituì con un Comitato di esperti, afferente alla Presidenza del Consiglio, con il compito di definire le linee strategiche di indirizzo per un approccio globale e sistematico alle problematiche inerenti la rete Internet. Dopo la iniziativa di D'Alema, nelle successive legislature l'impegno del governo italiano sui temi dell'Internet è andato crescendo al passo con una società sempre di più dipendente dall'accessibilità, dall'affidabilità della Rete e dai servizi che questa permette di rendere disponibili al vasto pubblico.

Un primo tentativo di costituire una occasione istituzionale di dialogo multi-stakeholder da parte del governo italiano è stato il Tavolo di consultazione con la Società Civile sulle tematiche del WSIS, messo in piedi dal Ministro dell'Innovazione Lucio Stanca nel 2004 (XIV Leg.). Successivamente nel 2006 ha iniziato ad operare il Comitato Consultivo sulla Governance di Internet istituito dal Ministro Nicolais (XV Leg.). Il Comitato ha assicurato una copertura su tutti i temi discussi nel Internet Governance Forum, rafforzando la presenza e la visibilità dell'Italia. In parallelo, sono state aperte varie consultazioni online da vari ministeri.

Nell'attuale XVI legislatura si conferma il forte impegno del Governo sul tema della governance di Internet, il Ministro Brunetta auspica, infatti, che questo processo multi-stakeholder continui ad assicurare un meccanismo inclusivo ed efficace per promuovere quella cooperazione globale sui tanti delicati temi della governance di Internet di cui c'è assoluto bisogno per assicurare la libertà, i diritti individuali, la continuità operativa, la stabilità e la sicurezza della rete nel futuro.

La linea generale del governo italiano per quanto riguarda gli interventi sulla rete è quindi da sempre quella di intervenire in una modalità leggera, solo nei casi necessari per prevenire usi distorti e dannosi per l'interesse pubblico. Appoggio alla soluzione di natura privatistica gestita da ICANN ed al processo di internazionalizzazione della gestione del dns e del root server system; interventi solo quando necessari e richiesti dalla comunità degli utenti e dei fornitori di servizi; co-regolamentazione piuttosto che regolamentazione; consultazione permanente degli attori coinvolti, etc.

Questo però non impedisce che talvolta vengano prese decisioni che la comunità degli utenti e dei fornitori di servizio non approva. Contestazioni ad alcune proposte di legge, attualmente all'esame in parlamento, sono emerse anche durante i lavori del Forum: i problemi di definizione delle regole in Internet toccano diversi aspetti tecnici, tanto che è da riconoscere la necessità di interazione stretta fra il Legislatore e il mondo tecnico della Rete».

I temi trattati sono stati molti, dall'anonimato in rete al diritto d'autore, ma un filo conduttore resta chiaro: non si può pensare di legiferare in materia di internet in maniera autoritaria, ma semmai bisogna cercare di definire meglio questo mezzo, per poterlo meglio gestire. Crede che con questo IGF sia stato dato un chiaro segnale a chi voleva porre barriere restrittive al Web?

«Sui tanti delicati temi della governance di Internet, a Pisa si è riaffermata la visione che di regole c'è assoluto bisogno proprio per assicurare la libertà, i diritti individuali, la continuità operativa, la stabilità e la sicurezza della rete nel futuro. Ma occorre procedere attraverso un processo aperto arricchito dagli apporti di una molteplicità di soggetti. Siamo di fronte a una sfida grandissima. Quando abbiamo partecipato ai Forum globali abbiamo provato il metodo multi-stakeholder dove esponenti dei governi e delle organizzazioni della società civile discutevano in maniera assolutamente paritaria, con un rispetto reciproco che è difficile trovare in altri contesti. Nel nostro paese molto dipende ancora dalle leggi votate dal nostro Parlamento, che purtroppo si distinguono spesso per scarsa conoscenza dell'argomento e scarsa comprensione dei meccanismi della rete, nonché per l'assenza di un processo di confronto multi-stakeholder.

Forse a Pisa è avvenuto il miracolo? La presenza di parlamentari al Forum potrà invertire questa tendenza? Abbiamo certamente apprezzato una certa volontà nell'intraprendere un percorso di comprensione sulle problematiche tecnologiche, affidandosi a tecnici ed esperti in grado di guidarli nel processo decisionale, ed ascoltando la società civile globale e l'utente individuale».

E' soddisfatta dei risultati ottenuti in questi 3 giorni di lavori?

«L'IGF Italia 2009 di Pisa è stato un grande successo sia per i suoi contenuti sia perché ha registrato un'alta affluenza di partecipanti. Nei tre giorni di lavori oltre 90 interventi e circa 400 persone in totale hanno seguito le diverse sessioni dell'evento. Un successo per la location dell'Area della Ricerca del CNR di Pisa, un successo nell'organizzazione che ha fatto il possibile per rendere questo evento aperto a tutti ed assolutamente gratuito. L'IGF Italia 2009 ha rappresentato un momento di incontro importante, ove a tutti è stata offerta una opportunità unica per intervenire sul futuro della Rete, non solo come un forum per il dialogo, ma come un mezzo che incoraggerà lo sviluppo fondamentale a livello locale, rafforzando il concetto positivo della Rete e della sua comunità. L'aspetto dell'inclusività è stato naturalmente rafforzato e nuove forme di collaborazione saranno favorite».

(http://www.vitadidonna.org/in-primo-piano/attualita/igf-italia-2009-la-parola-alla-professoressa-abba-2859.html)