Quali regole per la cultura digitale

Conferenza Cultura digitale e politica dell'innovazione
Roma
Giovedì, 15 Gennaio, 2009
Autori: 
Stefano Trumpy

Da anni si parla di Società dell’Informazione come uno dei più rilevanti sviluppi della società moderna, non soltanto per gli aspetti tecnologici, ma anche per quelli culturali e di impatto sociale.

La Società dell’Informazione è stata resa possibile dalla diffusione esponenziale dell’uso della rete Internet, che ne è stata il “motore”.

Internet è nata in ambiente tecnico scientifico, senza un coordinamento governativo, eccetto alcuni investimenti iniziali e si è poi sviluppata enormemente come rete di reti con un protocollo che permette a qualsiasi contenuto digitale di essere liberamente trasmesso (testi, film, audio, figure, etc.). Internet non ha avuto bisogno di regole se non un minimo necessario per assicurare la unicità degli indirizzi e gli standard di comunicazione. Di questi aspetti si è occupata e si occupa la Internet Society (ISOC), attraverso i propri organi quali lo Internet Architectural Board (IAB) e lo Internet Engineering Task Force (IETF), che curano lo sviluppo dell’architettura della rete e lo sviluppo degli standard.

Oggi Internet è molto cambiata; mentre da una parte l’Unione Europea è orientata a riconoscere l’accesso alla Rete come servizio universale, dall’altra il modello di gestione e sviluppo di Internet non soddisfa pienamente le esigenze e cresce la preoccupazione sulla sua stabilità e sulla sua capacità di sostenere lo sviluppo economico e sociale, a livello globale.

Il World Summit on Information Society, promosso dalle Nazioni Unite (2003 e 2005), ha avviato il processo dello Internet Governance Forum (iniziato nel 2006) e da allora, nella Società dell’Informazione, Internet è diventata la parola chiave. Di conseguenza, negli ambienti di Internet, l’attenzione è andata oltre agli aspetti di comunicazione e si è estesa ai contenuti ed ai servizi per renderli fruibili.

Internet è diventata “infrastruttura critica” e di conseguenza i governi si interessano, ormai da anni, ad assicurarne la persistenza, la sicurezza ed a contrastare gli usi distorti che recano danno alla società.

L’approccio da parte dei governi nei confronti dell’Internet varia sostanziosamente da nazione a nazione e talvolta evidenzia comportamenti contraddittori anche all’interno della singola nazione. Nell’Unione Europea è in atto uno sforzo di omogeneizzazione delle politiche nazionali, nei confronti dell’Internet, che potrebbe in futuro essere di esempio per altri continenti.

Per fare un esempio di esigenze potenzialmente in conflitto tra loro, si pensi alla problematica dell’identificazione in rete in relazione, alla difesa della privacy, alle necessità investigative e di contrasto agli usi distorti della rete (come la pedo-pornografia) e al contrasto al terrorismo su scala globale.

In questo quadro si muove il nostro paese.

La linea generale del governo italiano, per quanto riguarda la regolamentazione della Rete, dovrebbe essere quella di intervenire in una modalità leggera, solo nei casi necessari per prevenire usi distorti e dannosi per l'interesse pubblico. Tuttavia più volte sono state emanate normative non approvate dalla comunità degli utenti e talvolta incompatibili con la natura stessa della rete. Poiché l’Internet coinvolge tematiche che sono di interesse di dicasteri diversi, ISOC Italia ha più volte evidenziato la necessità che i ministeri attuino una comunicazione trasversale fra loro, per evitare iniziative normative su Internet non armonizzate.

Di seguito sono citate alcune prese di posizione di ISOC Italia in merito il cui testi sono disponibili sul sito isoc.it.

Posizione in merito all'introduzione di WI-MAX in Italia (marzo 2007)

Posizione in merito al decreto contro la pedopornografia (febbraio 2007)

Posizione in merito al filtraggio dei siti di gambling on line (marzo 2006)

Comunicato di Società Internet sul decreto Urbani (marzo 2004)

Sul lato legislativo la comunità Internet italiana ha riscontrato uno scollamento tra le iniziative del Parlamento e le parti coinvolte a vario titolo. Allo scopo di garantire un valido contributo, nella fase di istruttoria di normative, ISOC Italia ha raccomandato l’istituzione di una commissione parlamentare bicamerale che, attraverso periodiche audizioni, acquisisca le informazioni di sistema e le istanze della rete, provenienti dalla comunità Internet, in materia di “public policy”.

Altro strumento fondamentale sono le consultazioni pubbliche. In questa direzione, ISOC Italia si è impegnata favorendo la costituzione dello Internet Governance Forum Italia, avvenuta in occasione del meeting di Cagliari dello scorso 22-23 Ottobre.

Il problema rimane quello di trovare un’intesa su quali regole per la cultura digitale.

Il governo dovrebbe evitare di avere nei confronti dell’Internet un approccio di regolazione dall’alto verso il basso, mettendo in atto piuttosto una sorta di co-regolamentazione che preveda preventivi contatti con le parti interessate.

Fondamentale poi è la cooperazione internazionale dato che la rete è, per propria natura, transnazionale e certi problemi possono essere risolti solo a livello globale. In questa direzione cito le attività relative alla gestione del sistema di indirizzi della rete (chiamato Domain Names System) della gestione del quale si occupa, a livello globale la Internet Corporation for Assigned Names and Numbers – ICANN).

Un ultimo accenno è quello relativo al tema dei diritti in rete; nell’ambito delle attività connesse allo Internet Governance Forum, sin dalla prima riunione di Atene nel 2006, il Governo Italiano ed ISOC Italia in rappresentanza della società civile, hanno promosso la coalizione dinamica “Internet Bill of Rights” che ha lo scopo in sostanza di elaborare una carta dei diritti della rete che vada a complementare, in modo specifico, la dichiarazione del diritti dell’uomo promulgata dalle Nazioni Unite.

Anche questo aspetto va nella direzione di contribuire a definire quali regole per la cultura digitale. I temi sul tappeto sono molteplici e vanno dalla difesa della privacy, ai diritti di proprietà intellettuale, al diritto all’accesso come servizio universale, alla libertà di espressione, etc; tutto questo va accompagnato ad una serie di doveri volti in sostanza a non creare situazioni per le quali i diritti sono di fatto negati.

Riferimenti

ISOC Italia promuove i Quaderni dell’Internet Italiano, una collezione di monografie sui vari aspetti della Rete disponibili anche in formato elettronico all’indirizzo http://www.quadernionline.it.

[1] “La rete contro lo spam: che cos’è, come combatterlo” Collana Patologie della rete, novembre 2004;
[2] “Futuro della gestione internazionale di Internet” Collana Internet Governance, agosto 2005;
[3] “Aspetti giuridici di Internet” Collana Diritti in Rete, settembre 2007;
[4] “Verso la costituzione del Internet Governance Forum Italia” Collana Internet Governance, maggio 2008.