IGF Italia 2008 / DFIR2 - Indirizzo di saluto del Ministro per la P.A. e l'innovazione

IGF Italia 2008 / DFIR2
Cagliari
Venerdì, 24 Ottobre, 2008
Autori: 
Renato Brunetta

Signor Presidente della Regione, Autorità, Rappresentanti dei Governi, degli organismi internazionali e della società civile, Signore e Signori,

 

In occasione di queste due importanti conferenze sulla governance di Internet, desidero innanzitutto ringraziare gli organizzatori ed i partecipanti che hanno consentito di animare un dibattito su temi che sono ormai tra i più rilevanti nell’ambito internazionale.

Ciò per il semplice fatto che Internet è oggi l’infrastruttura tecnologica della società della conoscenza, attraverso la quale si produce e si veicola cultura; si intrattengono relazioni economiche; passano i nuovi diritti della nuova società che si va definendo: dalle questioni sulla privacy, alla sicurezza dei dati, dalla tutela delle fasce di popolazione più deboli, sino alla libertà di espressione dei singoli e dei popoli.

Proprio per questa estrema rilevanza e pervasività di Internet, è fondamentale occuparsi della sua governance. Non per imbrigliare la Rete, azione che peraltro sarebbe assolutamente velleitaria, ma per preservarne la pluralità e permettere a tutti i portatori di interesse – i cosiddetti stakeholder – di trarne vantaggio.

In sintesi, dunque, occuparsi della governace di Internet significa garantirne uno sviluppo continuo e democratico ed assicurare che tutto il potenziale di crescita economica e democratica ad esso collegato possa esprimersi liberamente. Regole per Internet non mancano. Ma sono generalmente parziali e restrittive: impongono cioè limiti alla Rete e ci dicono cosa non fare. Passi ancora più piccoli sono stati fatti per definire i principi di base cui la governance di Internet dovrebbe ispirarsi ed ai quali i cittadini del mondo possano riferirsi.

Perchè questa situazione insoddisfacente? Perchè immaginare la costruzione della governance di Internet inseguendo vecchi tracciati è difficile. Non a caso, le indicazioni originarie del World Summit on the Information Society di Tunisi nel 2005 con la creazione dei Forum sulla Governance di Internet, ruppero vecchi schemi e indicarono nuove metodologie.

Non si deve tradire questo tracciato.

La strada da percorrere è ovviamente quella di mettere insieme tutti gli stakeholder e favorire un processo di regolamentazione concertato e condiviso “dal basso”. Per fare ciò, dobbiamo avviare e agevolare un lavoro condiviso e collaborativo, o se si preferisce di peer production, che è poi la modalità con cui si esprime il mondo di Internet con Wikipedia, il software Open Source, il blogging ed i social network.

Questi appuntamenti di Cagliari sono stati costruiti proprio per avanzare in tale direzione, lavorando tutti insieme, attraverso “coalizioni dinamiche”, cui opportunamente fa riferimento anche il Parlamento Europeo.

Ma Cagliari, la Sardegna, non è solo una tappa lungo il percorso di appuntamenti internazionali pianificati dalle Nazioni Unite. La Sardegna è per noi anche un momento ed un luogo di ispirazione e sfida. Anche per questo abbiamo con entusiasmo accolto l’invito del Presidente Soru.

Vi spiego perchè. Tra la fine del 700 ed i primi anni del 1800, Napoleone incaricò un insigne giurista sardo, Domenico Alberto Azuni, di redigere il nuovo codice della navigazione marittima, mettendo ordine e sistematizzando leggi e consuetudini delle città europee. Il risultato di quel lavoro, che anche allora raccoglieva “dal basso” norme diffuse e condivise, rappresentò la condizione necessaria per il futuro sviluppo delle prime compagnie assicurative e dei traffici commerciali marittimi.

Ecco, al di là della similitudine legata alla “navigazione” sul mare e sulla Rete, questa poco conosciuta storia italiana ci dà il senso dell’importanza di governare realtà di dimensioni globali con regole condivise, ma anche e soprattutto della necessità di farlo con un metodo che riconosca principi e consuetudini già esistenti e sentite “dal basso”.

Nel mondo di Internet, a Napoleone ed Azuni corrispondono ovviamente figure collettive. Ma non per questo dobbiamo sentirci incapaci di dare vita, tutti insieme, ad un processo che consenta, nei tempi e nelle forme che riterremo più opportune, di definire principi comuni per lo sviluppo della Rete. E’ questo il percorso che si deve intraprendere per arrivare ad una governance che parli al mondo e con il mondo di Internet e che sappia interpretarlo al meglio. E’ questo il percorso cui l’Italia ha sin dall’inizio dato il proprio convinto sostegno ed un contributo concreto, da ultimo con i lavori di questi giorni e con la costituzione dell’IGF Italia.

E’ questo il percorso che invito tutti a seguire, anche in vista dell’IGF di Hyderabad del prossimo dicembre e dei successivi appuntamenti internazionali già in preparazione per il 2009.

A tutti i partecipanti qui presenti ed a quelli che contribuiscono a questo processo attraverso la rete, formulo i miei migliori auguri di buon lavoro. Al comitato scientifico che ha organizzato i convegni rivolgo di nuovo un caloroso ringraziamento.

Renato Brunetta