Il modello ICANN

Venerdì, 11 Gennaio, 2008
Autori: 
Stefano Trumpy

Il contributo del Presidente S. Trumpy (membro del GAC per il governo italiano) al Forum di ISOC Italia, sulla Consultazione pubblicata avviata da NTIA.

Consultazione pubblica sulla

“Prosecuzione della transizione verso il coordinamento tecnico e la gestione del sistema di indirizzamento di Internet”

Non mi sorprende che ci sia una certa riluttanza a rispondere alle dettagliatissime10 domande del Dipartimento del Commercio USA; quelle domande richiedono in effetti una conoscenza della realta’ di ICANN di un certo dettaglio. Ai meeting di ICANN che sono frequentati da una media di circa 800 persone, le presenze italiane si contano in genere sulle dita di una mano ed al piu’ e’ necessaria la seconda. Allora, anziche’ aspettare vostri input, vi riassumo qui il mio parere per sommi capi.

ICANN fu concepita nel 98 e comincio’ a funzionare nell’anno successivo; il principio era di passare al settore privato la gestione del nocciolo (core) di Internet e cioe’ il sistema di indirizzamento di Internet che mantiene la unicita’ della “rete di reti”. Il governo USA non controllava direttamente il servizio IANA prima di ICANN ma comunque lo finanziava e lo monitorava dato che tra i domini di tipo generale esistenti ci stanno il .gov, .mil, .edu che sono ancora di interesse esclusivo del governo USA.

Quello che si intendeva raggiungere era quindi:

  • un sistema di gestione degli indirizzi autofinanziato,
  • una gestione con criteri internazionali,
  • una organizzazione con base in California, dove operava IANA, gestita dal settore privato ma con una partecipazione governativa attraverso il GAC,
  • mantenere una supervisione del governo USA solo in via temporanea e poi staccare la spina.

L’ultimo punto della lista di sopra e’ quello sul quale si sono levate critiche ed acceso l’interesse di vari governi di entrare a controllare l’Internet.

In sostanza il problema vero era ed e' quello di liberarsi di un solo governo mentre un certo numero di stati, sopratutto paesi in via di sviluppo ma non solo, puntavano a porre l’Internet sotto il controllo di una moltitudine di stati, per esempio sotto le Nazioni Unite ed ITU in particolare.

Le dispute su questo aspetto si sono accentuate in occasione dei WSIS (World Summit on Information Society); in sostanza c’e’ un pensiero prevalente nei paesi sviluppati e non solo che rifiuta l’ipotesi ITU ma il fuoco continua ad essere acceso sotto la cenere.

Nel 2006 il governo USA ha stipulato un legame con ICANN molto piu’ soft dei precedenti ed ha accentuato la direzione del disimpegno. Il Dipartimento del Commercio USA, attraverso NTIA imposta una azione di trasparenza notevole facendo una consultazione pubblica su quanto ICANN sta andando nella direzione giusta per assicurare una continuazione e stabilita’ del sistema di indirizzi di Internet. Il tutto e’ legato allo sviluppo degli standard su tutti gli aspetti tecnici di Internet prodotti dallo IETF (Internet Engineering Task Force) e dagli sviluppi tecnologici prodotti dal mercato.

Vi posso assicurare che il nostro governo e’ favorevole al modello ICANN ed all’avanzamento del processo di internazionalizzazione della gestione del DNS con criteri privatistici; i governi dovrebbero intervenire soltanto se il settore privato dimostrasse di non essere in grado di assicurare la continuita’ e lo sviluppo ordinato della rete. Se l’opinione dei ministeri interessati fosse diversa, non terrebbero me a rappresentare il governo in ICANN.

La notizia dell’ultimo momento e’ che Board di ICANN due giorni fa ha inviato il proprio contributo alla consultazione pubblica ed ha in pratica sostenuto che tutti gli obbiettivi richiesti dal JPA sono stati raggiunti in modo piu’ che soddisfacente e quindi si suggerisca al governo USA di anticipare il termine previsto di durata del JPA, facendolo terminare in occasione del mid term review del prossimo marzo. Viene detto anche espressamente che le relazioni con i governi verranno tenute attraverso il GAC (Governmental Advisory Committee) ed il governo USA da qui in avanti sara’ uno dei partecipanti al GAC. Questo fatto realizzerebbe in sostanza uno dei principali punti sostenuti durante il WSIS dove e’ stato ripetuto piu’ volte che i governi dovrebbero partecipare alla gestione del DNS “on equal footing” e cioe’ su base paritaria. Come membro del GAC per l’Italia vi confesso che questa uscita mi ha sorpreso in modo positivo ed il GAC certamente la appoggera’.

Se andate sulla home page di ICANN (www.icann.org) trovate l’annuncio della risposta di ICANN ed i documenti allegati. Il piu’ interessante e’ la lettera inviata a Suzanne Sene che e’ la rappresentante di NTIA / DoC ed anche la nostra collega nel GAC. L’altro allegato contiene una dettagliatissima risposta ai 10 punti previsti nel JPA.

Non ritengo qui di andare nel dettaglio delle risposte ai 10 punti ed esprimo solo le seguenti osservazioni di natura generale:

  • La internazionalizzazione della gestione del DNS e sistema dei root server non puo’ che essere un processo che durera’ nel tempo;
  • ICANN certamente non e’ perfetta ma ha compiuto passi molto significativi nella direzione auspicata; solo per fare un esempio, la sicurezza e stabilita’ del sistema e’ un aspetto che sara’ sempre suscettibile di miglioramenti e cosi’ per quanto riguarda la trasparenza, il coinvolgimento dei vari attori interessati, etc.
  • Anche il profilo organizzativo della “corporation” dovrebbe evolvere e assumere carattere di ente privato internazionale, non piu’ soggetto alle leggi dello stato della California;
  • Il modello di finanziamento e la dipendenza da alcuni grossi provider dovrebbe essere rivisto e diventare piu’ maturo; su questo punto ed il precedente c’e’ uno specifico comitato del Presidente che sta studiando le soluzioni piu’ appropriate.

In sostanza, vista la uscita recente del Board di ICANN, il nostro parere, a mio avviso, dovrebbe essere positivo sul modello ICANN e sugli obiettivi raggiunti sin qui, in modo da incoraggiare il termine del JPA. In aggiunta si potrebbero esprimere alcuni suggerimenti su come ICANN dovrebbe progredire, una volta esaurito il monitoraggio da parte del governo USA.

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Stefano Trumpy