IGF Rio '07 - 'Access'

Internet Governance Forum Rio '07
Rio de Janeiro
Mercoledì, 14 Novembre, 2007
Sessione Plenaria: 'ACCESS'
Presidente: 
Helio Costa (Ministro delle Comunicazioni del Brasile)
Moderatore: 
Richard Sambrook (Direttore Global News Division della BBC)
Autori: 
Laura Abba
Carlo Cosmatos

La sessione ha affrontato il tema dell'accesso in Rete del prossimo miliardo di persone e l'accesso nelle aree svantaggiate del pianeta, ove non esiste un mercato in grado di sollecitare investimenti, in particolare nel settore delle comunicazioni. La tematica dell'accesso non riguarda solo l'accesso alla Rete ma anche l'accesso ai contenuti ed ai servizi. La dimensione quantitativa dell'accesso è stato al centro della discussione e sono state presentate alcune esperienze che hanno consentito la diminuzione del divario digitale nel mondo.

Molto significativa è l'esperienza indiana ove è prevista la partenza di 1.000.000 di punti di accesso ad Internet in 600.000 villaggi, progetto che si prevede realizzato nel giro di due tre anni, già per i primi 200.000 villaggi. Anche in questo caso è stato determinante l’approccio multi-stakeholder consolidato dalla partnership tra il governo, la società civile e il settore privato.

La sessione è stata inaugurata dal Ministro Helio Costa, il quale ha messo in evidenza che l'Internet Governance Forum è un forum singolare in quanto è effettivamente aperto a tutti, in cui nessuna organizzazione, individuo o stato ha una maggiore importanza rispetto agli altri, e non poteva essere diversamente in quanto la cooperazione e la partecipazione costituiscono le migliori qualità dell'universo di Internet.

Il Ministro, continuando il suo discorso, ha sostenuto che alcuni passi si sono fatti ma per la democrazia c’è bisogno di molto lavoro ancora; anche se sono stati fatti sforzi significativi, il divario digitale persisterà tra i paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo, tra ricchi e poveri. Ha invitato tutti a parlare sulle ineguaglianze dell'accesso, considerando non solo l'accesso ad Internet ma anche l'accesso alle informazioni ed alle comunicazioni, inclusi giornali radio e telefono, da parte di certe classi sociali e regioni del mondo.

Ha proposto tra i temi da analizzare anche lo sviluppo dell'infrastruttura delle comunicazioni, ove la responsabilità è del settore privato, per cui è necessario instaurare un ambiente di competitività equo, che consenta l'inclusione di più persone. Un'altra questione che ha messo in discussione il Ministro è relativa gli alti costi della connettività internazionale. Come esempio cita la città di Johannesburg ove la realizzazione di un IXP [1] consentirebbe il risparmio di 2.5 milioni di dollari, secondo un report dell'ITU.

Ha anche sostenuto l'importanza della diversità della tecnologia e dei contenuti, che consentiranno l'abbassamento dei costi globali. Concludendo il suo discorso ha rimarcato che l’importanza del processo dell'IGF è l’inclusione di tutti coloro che credono in Internet come bene comune.

Mike Jensen (Sud Africa) ha evidenziato cinque questioni chiave da prendere in considerazione:

  • Maggiore innovazione e competizione nel settore Telecom;
  • Maggiore diffusione della fibra ottica a livello nazionale ed internazionale;
  • Maggiore sforzo dei governi nazionali per stimolare la domanda, tramite la realizzazioni di servizi locali;
  • Incrementare la disponibilità della rete elettrica;
  • Creare indicatori di sviluppo.

Jensen ha poi spiegato che nei paesi in via di sviluppo esistono forti monopoli in punti chiave del mercato come nel settore della telefonia mobile e della connettività internazionale; perciò risulta necessaria una regolamentazione che stimoli la competizione. Ha sottolineato che nel settore “mobile” - che sta diventando sempre più importante per la connettività ad Internet - l'interconnessione e portabilità sono fattori determinanti dei costi.

Per quello che riguarda la connettività internazionale, è necessario svincolarsi dalle soluzioni satellitari molto costose e favorire l'espansione della fibra ottica, facendo attenzione a non trattare ugualmente i backbone con i servizi di connettività locale, in quanto i backbone sono un bene pubblico alla stesso modo delle infrastrutture stradali. Roque Gagliano (ANTEL, Uruguay) ha parlato di IXP e degli alti costi di connettività internazionale per i paesi in via di sviluppo.

Per esempio la zona latino americana dei Caraibi accede ad Internet principalmente tramite gli Stati Uniti (Miami) sostenendo il 100% dei costi della connessione internazionale. Gli IXP non solo consentono la riduzione dei costi, ma costituiscono un mercato ove la domanda e l’offerta di servizi si incontrano. Valerie D'Costa (InfoDev, World Bank), considerando la vastità dell'argomento Access, ha auspicato la partecipazione all'IGF di tutti coloro che sono coinvolti nella scienza e tecnologia, sanità, educazione, e nei governi. Per Valerie è molto importante comprendere le esigenze del previsto prossimo miliardo di utenti, e favorire soluzioni innovative di telefonia mobile e wireless, e prestare da subito l'attenzione alle interfacce utente.

Sylvia Cadena (wilac.net, Colombia) ha proposto politiche per il wireless:

  • Diminuzione dei costi della Certificazione;
  • Integrazione culturale regionale;
  • Parificazione delle comunità rurali con le altre aree del territorio;
  • Servizi che soddisfino una maggiore domanda. Mouhamet Diop (NEXT SA), consulente privato che lavora per aiutare lo sviluppo di Internet in Senegal e in Africa, ha focalizzato il suo discorso sulle infrastrutture e sull'accesso alle infrastrutture, specificando che quando si parla di accesso non si deve intendere solo la connettività ma anche gli strumenti e l'adeguatezza delle interfacce utente.

L'Africa ha solo il 2% di utenti Internet rispetto alla popolazione mondiale, per cui è necessario che sia implementata l'infrastruttura backbone per diminuire i costi, dovuti principalmente al fatto che i 50 stati africani agiscono individualmente senza una logica regionale.

Alla conclusione del suo discorso ha messo in discussione la necessità di finanziamenti, aspetto di responsabilità anche della comunità internazionale. Jacquelynn Ruff (Vice Presidente dell’International Public Policy and Regulatory Affairs, Verizon, Washington D.C. ) ha detto che la larghezza di banda nell'ultimo anno è aumentata del 70% e che il 68% degli operatori backbone hanno sviluppato le loro reti. Il Sud America ha avuto la maggiore crescita rispetto alle altre regioni con un fattore di crescita del 73%. Nell'ultimo quadrimestre dell'anno la maggiore crescita in larghezza di banda è avvenuta in paesi come l'Indonesia, Vietnam e Filippine. Anita Gurumurthy (Direttore esecutivo, IT for Change, Bangalore) ha messo in evidenza l'aspetto del servizio Internet come bene pubblico, ricordando che il Consiglio d'Europa ha pubblicato un documento [2] specifico per riconoscere la connettività alla Rete come un servizio universale.

La scelta delle tecnologie ha indubbiamente un valore strategico, e la via della telefonia mobile come veicolo della rete Internet non è condivisa da tutti, a causa dei costi, della qualità del servizio non ancora ottimale, dei monopoli che si potrebbero creare e per l'assenza di contenuti disponibili su formato mobile.

La via della connettività satellitare è molto discussa, anche se i costi di messa in orbita di un satellite sono notevolmente diminuiti durante gli ultimi anni, ancora il rapporto complessivo costi qualità risulta certamente poco conveniente. Esperimenti di utilizzo della rete elettrica, come canale di trasmissione per Internet, sono in atto nell'America centrale, ed anche la Russia ha fatto passi significativi in questo campo. Si stanno anche sviluppando soluzioni tecnologiche alternative nel campo del wireless, per cui emerge come il concetto della neutralità delle tecnologie debba essere costantemente tenuto presente. Rajesh Bansal (Nokia Siemens Networks) ha messo in evidenza che, nei paesi in via di sviluppo, gli individui hanno a disposizione solo 2$ al mese da investire in ICT, perché le loro priorità sono il cibo e le medicine: non si può parlare di Società dell'Informazione senza considerare nel complesso anche questi aspetti.

Vint Cerf ha posto il problema delle piccole comunità, ove la competitività e le competenze sono limitate: la cooperazione regionale diventa la via per la diminuzione dei costi, in particolar modo per la istruzione di personale tecnico.

Il Ministro Helio Costa, nel suo discorso conclusivo, ha citato l'esperienza brasiliana del progetto “PC connected to PC” ove il governo ha co-finanziato la realizzazione di 1.5 milioni di computer a basso costo, che hanno consentito la diminuzione del digital divide.

Ha messo in evidenza che Internet non è proprietà di nessuno, ma appartiene a tutte le persone del mondo. Concludendo, ha affermato la necessità dell'intervento governativo per correggere le distorsioni imposte dal mercato. In definitiva la sessione ha messo in rilievo l'aspetto cruciale del divario digitale, ossia la collaborazione tra le parti e la competitività come prerogativa di ogni azione di successo, da cui emerge la necessità di trovare modelli innovativi di collaborazione tra pubblico e privato e di espandere la collaborazione regionale, secondo uno sviluppo sostenibile.

Il problema dell'accesso non riguarda esclusivamente i paesi in via di sviluppo. Segnaliamo che in Italia, in particolare in Toscana – una delle regioni che per prima si è impegnata nello Sviluppo della Società dell’Informazione - ancora 110 comuni non hanno accesso alla banda larga; circa 400.000 abitanti e 30.000 imprese non possono usufruire di servizi Internet e questo determina un vero e proprio divario digitale, in cui il 17.9% della popolazione viene escluso dalla Società dell'Informazione.

La Regione Toscana con la Legge [3] Regionale 1/2004 ha riconosciuto un nuovo diritto di cittadinanza dei toscani, promuovendo la diffusione della cultura della Società dell'Informazione e dei suoi principi e strumenti, compreso il software libero.

Per combattere il divario digitale in aree ove il settore privato non ha interesse economico ad operare, la Regione Toscana ha realizzato un progetto [4], approvato dalla Commissione Europea, finalizzato ad incentivare i fornitori di servizi ad offrire la banda larga nelle aree rurali della regione. Il progetto ha rispettato il principio della neutralità tecnologica dell'intervento, suddividendo la tipologia dell'intervento sulla base delle:

  • aree in cui è possibile l’equilibrio tra costi e ricavi ma in un arco temporale ritenuto eccessivo dall’operatore;
  • aree per le quali i ricavi attesi non sono in grado di coprire la manutenzione dell’infrastruttura, né gli investimenti annui connessi al costo dell'infrastruttura;
  • aree nelle quali i ricavi attesi non sono in grado di coprire la manutenzione dell’infrastruttura stessa.

Il co-finanziamento [5] previsto coprirà al massimo l’80% del costo totale del progetto. Il progetto “Banda larga nelle aree rurali della Toscana”, realizzato sul modello scozzese, dovrebbe riuscire a colmare notevolmente il divario digitale presente in Toscana entro il 2010.

Note:

1. Internet Exchange Point: Consentono l'interscambio di traffico locale senza che sia necessario accedere ad un backbone internazionale. Gli IXP non sono esclusivamente di interesse per i paesi in via di sviluppo, in Europa esistono già alcuni IXP. Fra gli IXP in Italia opera il MIX (Milan Internet eXchange), che consente notevoli risparmi economici agli ISP collegati. (^)

2. Il documento dal titolo BUILDING A FREE AND SAFE INTERNET (approvato a Strasburgo il 10 Augusto 2007) è anche disponibile sul sito dell’IGF.  (^)

3. Promozione dell’amministrazione elettronica e della società dell’informazione e della conoscenza nel sistema regionale. Disciplina della “Rete telematica regionale toscana”. (^)

4. “Banda larga nelle aree rurali della Toscana”: http://www.e.toscana.it/bandalarga/. (^)

5. Aiuto di Stato n° N 264/2006 – Italia. Banda larga nelle aree rurali della Toscana. (^)

La trascrizione della sessione plenaria in lingua inglese.

fonte: Internet Governance Forum Rio 2007, di L. Abba e C. N. Cosmatos
Quaderno dell'Internet Italiano "Verso la costituzione dell'Internet Governance Forum Italia"